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Frutta e Verdura, rivenditori e distribuzione – Ingrosso di frutta e verdura

Il grossista è una delle principali figure della catena di distribuzione delle merci. È generalmente il titolare di una piccola o media azienda che tratta ed acquista prodotti per rivenderli in grandi quantità ad aziende o privati che, a loro volta, lo utilizzeranno a fini commerciali nel loro processo produttivo oppure attraverso la distribuzione diretta in negozi al dettaglio. Di solito, il grossista acquista le merci direttamente dal produttore, ma può anche acquistarle da un altro rivenditore.  (Ingrosso Frutta ). Nella maggior parte dei casi un grossista è specializzato in specifiche categorie di prodotti, ma in alcuni casi può offrire una gamma di prodotti diversificata.

Molta frutta è usata commercialmente come cibo, mangiata tale quale o in marmellate e confetture o altri tipi di conserve. Spesso la frutta è anche un ingrediente per vari piatti, specialmente i dolci. Se fresca, in genere, viene mangiata a fine pasto, anche se questa è più che altro solo un’abitudine comune.

Il consumo di frutta, nei Paesi mediterranei, è tradizionalmente più alto rispetto ai Paesi nordici.

È provato scientificamente che un adeguato consumo di frutta (e verdura) fresca, riduca notevolmente l’insorgere di numerose malattie.[1]

Composizione della frutta

Vari tipi di frutta
La composizione chimica dei frutti dipende dal tipo di frutta e la sua maturazione.

Acqua: Fra l’80% ed il 95% è costituita da acqua (il cocomero è quello che ne contiene di più, sfiorando il 98%).
Carboidrati: Tra il 5% e il 20% è costituito da carboidrati. Il contenuto può variare dal 20% nella banana fino al 5% nel melone, anguria e fragole. Altri frutti hanno una media del 10%. Il contenuto di carboidrati può variare a seconda delle specie e anche a seconda del momento della raccolta. I carboidrati sono di solito zuccheri semplici come fruttosio, saccarosio e glucosio, facilmente digeribili e rapidamente assorbiti. Nel frutto acerbo troviamo amido, per esempio nelle banane; la successiva maturazione lo trasforma in zuccheri semplici.
Fibra: Circa il 2% del frutto sono fibre alimentari, prevalentemente pectina e emicellulosa. La buccia del frutto è quella con la più alta concentrazione di fibre, ma anche dove si può trovare qualche traccia di contaminanti, quali insetticidi, che sono difficili da rimuovere se non con la pelatura del frutto. Le fibre solubili come la pectina gelificante o la forma di miscele di acqua viscoso[non chiaro]. La viscosità dipende dal frutto da cui proviene e il grado di maturazione. Le pectine pertanto svolgono un ruolo importante per la consistenza del frutto.
Vitamine: vitamina A, vitamina C, vitamine del complesso B. Secondo il contenuto di vitamine si possono distinguere due grandi gruppi di frutta:
Ricco di vitamina C, contenenti 50/100 mg[non chiaro]. Principalmente cedro, pompelmo, fragole e kiwi.
Ricco di vitamina A: sono ricchi di carotenoidi, come albicocche, zucca, susine.
Sali minerali: come la verdura, la frutta è ricca di potassio, magnesio, ferro e calcio, mentre il sodio vi è contenuto in quantità pressoché irrilevanti.
Proteine e Grassi: composti azotati come proteine e lipidi sono scarse nella parte commestibile di frutti, mentre importanti nei semi di alcuni di loro. Così il contenuto di grasso varia tra lo 0,1 e lo 0,5%, mentre la proteina può essere compreso fra 0,1 e 1,5%. L’avocado contiene acido oleico che è un acido grasso, monoinsaturo, ma la noce di cocco è ricca di grassi saturi come l’acido palmitico.
Calorie: Il potere calorifico è determinata dalla sua concentrazione di zucchero, compresi tra il 30-80 kcal/100 g. Ci sono anche frutti ricchi di grassi, come l’avocado – contenente il 16% di grassi – ed il cocco, che può raggiungere il 30%.

Composizione artistica con frutti
Avendo un alto valore di lipidi hanno un elevato valore energetico di 200 kcal/100 grammi. Ma la maggior parte dei frutti sono a basso contenuto calorico rispetto al loro peso.

Profumo e Pigmento: contengono acidi e altre sostanze aromatiche che, insieme all’elevato contenuto di acqua, li rendono rinfrescanti. Il sapore di ogni frutto è determinato dal contenuto di acidi, zuccheri e altri aromi. L’acido malico predomina nella mela, l’acido citrico in arance, limoni e mandarini e l’acido tartarico in uva. Pertanto coloranti, aromi e astringente composti fenolici, anche in concentrazioni molto basse, hanno un influsso determinante sull’accettazione organolettica della frutta.
La calibratura è un processo nella lavorazione della frutta (e della verdura), che ha lo scopo di garantire un determinato standard qualitativo per il cliente finale.

Gli standard vengono definiti in base a criteri quali la colorazione esterna, la forma, la dimensione, la freschezza, la difettosità, il grado di maturazione. Mediante l’operazione della calibratura i frutti vengono selezionati per peso, colore e dimensione, per evitare di mettere sul mercato prodotti con doppio frutto, o prodotti dalla sagoma irregolare, ecc..

L’operazione viene svolta per mezzo di due tipologie di macchinari (calibratrici) meccanici o elettronici. Le calibratrici meccaniche sono basate su sistemi molto datati, ma ancora in uso, quali grandi cilindri dalla struttura a rete con maglie di una determinata dimensione, che, al passaggio, scartano i frutti troppo piccoli e mandano avanti solo quelli di dimensione maggiore. Questo tipo di macchinario non permette il controllo cromatico.

Le calibratrici elettroniche sono basate su sistemi ottici ad alta tecnologia, che fanno ruotare il frutto sotto un fascio luminoso che ne rileva i difetti, selezionando quindi prodotti che hanno un determinato colore, peso, forma e completamente privo di difetti (per la prima scelta).

Il processo di calibratura divide il prodotto in fasce di prezzo a seconda della qualità, secondo le norme della Commissione europea relative alla regolamentazione della qualità nel settore ortofrutticolo.

Non avendo il termine una definizione strettamente scientifico-botanica, la sua accezione è variata nel corso dei secoli, al variare dell’alimentazione dei popoli. [senza fonte] Tra questi, per esempio, le foglie di spinacio, i frutti delle zucche, le radici di carota, i germogli del cappero e i giovani fusti della pianta dell’asparago, i fiori del carciofo.

Sono usualmente esclusi dalla verdura cereali, molta frutta e molte spezie.

La verdura trova applicazione in un’ampia quantità di varianti gastronomiche, sia come piatto a sé stante, sia come accompagnamento per piatti di carne, pesce o formaggi, sia come ingrediente per ripieni e infine, sebbene più raramente, come ingrediente per dolci. Esempi in tal senso sono la confettura di pomodori e quella di rabarbaro.

Proprietà nutrizionali
A seconda del tipo, il 90-95% del suo peso è costituito da acqua e contiene elevate quantità di fibre. La verdura è ricca di vitamine e sali minerali, anche proteine e amido. Questo la rende indispensabile alla nutrizione umana. Le vitamine, infatti, sono necessarie per mantenere la struttura dei tessuti e degli organi, per la sintesi di enzimi e ormoni, e per la produzione di energia. Poiché il corpo non le produce è necessario assumerle mediante l’alimentazione. La carenza cronica può comportare gravi disfunzioni.

La verdura è ritenuta un buon antiossidante, in grado di neutralizzare i radicali liberi e proteggere dall’invecchiamento precoce e altre patologie, tra cui – storicamente – lo scorbuto, la gotta e la pellagra.

L’impiego della verdura nell’alimentazione quotidiana è comune nelle diete ipocaloriche perché permette di giungere alla sazietà con un introito calorico ridotto, leggi di più si ingrosso verdura.

Le verdure di colore verde scuro sono in genere ricche di fibre, vitamina A (beta-carotene), vitamina C, vitamina E e vitamina K, acido folico, riboflavina, calcio, ferro, magnesio e potassio.


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